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Questa non è una delle tante storie di morti apparenti. Di persone che sono state in stato di coma profondo, e che dopo il risveglio hanno raccontato di aver dato uno sguardo nell’aldilà.

La storia raccontata in “Il Ragazzo che tornò dal Paradiso”, di Kevin & Alex Malarkey, è soprattutto la storia di un’incredibile speranza: una vita letteralmente spezzata, quando, a sei anni di età, a seguito di un incidente stradale, il piccolo Alex è caduto in coma, accusando danni neurologici apparentemente irreversibili.

Al risveglio dal coma, dopo 2 mesi, Alex ha raccontato, con grande vividezza, di essere stato in Paradiso, degli Angeli, e dell’incontro con Gesù.

Questa esperienza gli ha dato la speranza e la forza di volontà per lottare e recuperare man mano le funzioni vitali.

Dopo anni sulla sedia a rotelle, Alex adesso riesce a respirare autonomamente, ed ha ricominciato a muovere le gambe.

La sua storia è stata un best seller in USA, e su Amazon.com potete leggere quasi 300 commenti, in larghissima parte positivi, con una media di 4,5 stelle su 5.

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Ieri abbiamo festeggiato la Festa della Mamma. Un riconoscimento ad una persona che si priva di tutto, foss’anche un solo attimo di tempo libero, una gentilezza verso se stessa (eufemismo per dire che, a volte, anche il tempo per una doccia è un lusso), per non parlare del sonno, per amore dei suoi piccoli. A fronte di questi enormi sforzi, le tocca sopportare i capricci del bambino, per non parlare delle continue incomprensioni che si creano col marito.

Sarah Napthali, l’autrice di “Mamme Illuminate”, non fa eccezione. Ha vissuto anche lei tutte queste difficoltà, ma ha cercato di reagire, approfondendo la propria conoscenza della filosofia buddhista. Pur con tutte le difficoltà che la “vita da mamma” comporta, è riuscita a vivere in modo diverso tutte le situazioni che l’hanno messa alla prova, descrivendo la sua esperienza in modo talmente chiaro e comprensibile da raccogliere commenti entusiastici da tutte le sue lettrici.

Su Amazon.com, questo libro ha avuto ben 46 recensioni, con un voto medio di 4,5 su 5!!!!!!

Cos’altro state aspettando per dargli una sfogliata?

p.s. fino al 15 Maggio, questo libro è compreso nella nostra Promozione per la “Festa della Mamma”.

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Tantissimi di noi potrebbero rispondere di si a questa domanda. Ci sono esperienze traumatiche, che ci obbligano a fare i conti con i nostri comportamenti, le nostre convinzioni, le nostre consuetudini, e cambiano per sempre il nostro modo di porci verso gli avvenimenti della vita.

Don Piper, un ministro ecclesiastico battista, è sopravvissuto ad un incidente automobilistico, dopo il quale è stato dichiarato morto, salvo ritornare in vita dopo ben 90 minuti. In questo periodo di tempo, Don afferma di essere stato in Paradiso, esperienza che ha descritto in modo estremamente vivido nel suo primo libro, di grande successo, intitolato appunto “90 Minuti in Paradiso”.

Il ritorno alla vita normale non è stato affatto facile: per sperare di tornare ad essere autosufficiente, ha dovuto subire qualcosa come 34 operazioni, trattamenti contro il dolore, riabilitazioni, sofferenze di ogni tipo. Una “discesa agli inferi”, che l’ha aiutato a comprendere ancora di più i sentimenti di chi affronta sofferenze fisiche ed emotive, che cambiano irrimediabilmente le condizioni di vita di chi le subisce. In “Ho visto il Paradiso”, si rivolge a tutti quelli che stanno soffrendo, con dei messaggi molto chiari: non affannatevi a cercare di tornare al passato, alla vita che facevate prima di subire le perdite fisiche o morali che state soffrendo. Piuttosto date importanza a ciò che fate per gli altri, e a quello che i vostri cari stanno facendo per voi. Anche loro hanno sofferto, ed aiutandovi, “guariscono” anche loro…

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Proprio così, giovedì 3 marzo, vi abbiamo chiesto, sulla nostra Pagina Facebook e su Twitter, qual è la caratteristica più importante che deve avere un vero leader.

Elisa pensa che un vero leader debba avere “un ego smisurato e un senso di giustizia davvero molto alto”. Per Michela dev’essere anche un “eccellente comunicatore”. Per Lorena ed Elia la caratteristica più importante dev’essere la “Fermezza”.

Gianluca si pone a metà strada tra le caratteristiche del carattere e quelle dell’anima, dicendo che un leader è “una persona decisa a raggiungere il suo obbiettivo a qualsiasi costo, senza mai arrendersi anche nelle situazioni più critiche, inoltre che non faccia distinzioni tra coloro che lo seguiranno”.

Sul secondo versante si trovano maggiormente Nicomamma, per cui la caratteristica principale è “l’onestà morale”, e Francesca, che mette in piena luce la capacità di “mostrare comprensione verso gli altri”.

Si tratta di una serie di caratteristiche importanti, che devono far parte del corredo personale di un vero leader, ossia una persona che viene seguita, prima ancora che obbedita.

Fabio ne mette in luce un’altra, davvero importante per essere seguiti, prima ancora che obbediti: “la capacità di parlare al cuore dell’uomo con parole semplici facendo seguire alle parole i fatti e dando per primo l’esempio”.

Charles Manz, docente alla Amherst University of Massachussettes, ha dedicato tutti i suoi studi alla leadership, ed ha scritto una lunga serie di libri di successo sull’argomento. In “Il vero leader”, mette a confronto le caratteristiche che deve avere un leader, con gli insegnamenti di Gesù Cristo.

La caratteristica portante su cui ruota questo libro è proprio l’esempio, come ci dice Fabio, che sembra proprio voler tracciare l’identikit del Nazareno.

Identikit completato, come pezzi più o meno centrali di un puzzle, dalle altre caratteristiche che tutti voi avete individuato.

Come dicevamo all’inizio, questo post, praticamente, lo avete scritto voi…

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