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Posts Tagged ‘Matteo’

“Un vecchio entrò nella sua tenda, lasciando ricadere dietro di sé il lembo che ne ricopriva l’apertura. Nell’oscurità, si inginocchiò lentamente davanti a un braciere di terracotta. Era molto stanco.

Soffiò sulla brace fino a ravvivarla, poi accostò la fiamma allo stoppino di una lampada a olio, che sprigionò una luce debole e tremula. Il viso dell’uomo era scarno, solcato da ferite e sporco della polvere del recente viaggio. Cominciò a srotolare una stuoia di paglia per coricarsi, ma si interruppe a metà, immerso nei suoi pensieri.

La tenda era più o meno di forma rettangolare, fatta di pelli di capra cucite insieme, rappezzate in molti punti da pelli nuove. Un tramezzo di giunchi fissato a tre pali divideva l’interno in due parti, una per l’uomo e l’altra per sua moglie, gli unici occupanti della tenda. Non c’erano né figli, né nipoti. Non ce n’erano mai stati.

Un’improvvisa folata di vento colpì un lato della tenda facendola gonfiare verso l’interno, ma l’uomo non si mosse. Teneva lo sguardo fisso sulla fiamma della lampada.

Era molto anziano, poteva avere forse un’ottantina d’anni. Tuttavia, la sua stanchezza non dipendeva dall’età. Anzi, l’uomo aveva un corpo minuto e asciutto, flessibile e resistente come il cuoio. E la sua vista non aveva perso acutezza. I suoi occhi brillavano di una luce grigia e risoluta, in attesa di capire. Quello non era uno sguardo logorato dagli anni, ma uno sguardo paziente.

Non era a causa dei troppi anni che l’uomo era stanco, ma piuttosto per il viaggio di quelle ultime ore e per la battaglia del giorno prima…”

L’uomo di cui si parla è Abramo, e queste righe sono prese da “Il Libro di Dio” di Walter Wangerin, che ha preso l’intera Bibbia e l’ha riscritta nello stile di un moderno romanzo. Il più grande romanzo di cui non avete mai sentito parlare.

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Gwen Fisher è una giovane soprano con una lanciatissima carriera: sta per affermarsi come star internazionale dell’Opera, e anche sentimentalmente sta “vedendo nascere” sviluppi positivi.

Quando suo padre, noto accademico, con cui non parla da anni, muore, apparentemente per suicidio, la visita a Lipsia per il funerale e l’apertura del testamento, si trasforma in un’odissea. Prima i sospetti della polizia sull’effettivo suicidio (come causa della morte), poi una serie di personaggi, a dir poco misteriosi, incominciano a perseguitarla per appropriarsi dei segreti che lo studioso voleva portare con se nella tomba.

Perchè Lipsia era la città di Johann Sebastian Bach, e le opere di Bach contengono incredibili segreti. Che ci creda o no, Gwen dovrà venire a capo delle scoperte di suo padre in proposito, se vorrà avere qualche speranza di salvarsi, e non potrà fidarsi di nessuno.

Se avete amato Aion, ecco un’altro incredibile fantathriller: La 5a Passione, di Oliver Buslau.

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