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Posts Tagged ‘viaggio’

Prima che decollasse il nostro volo American Airlines Dallas-Wichita Falls, lo steward ha fatto questo annuncio:”Vi diamo il benvenuto su questo volo della durata di 25 minuti. Decolleremo tra pochi istanti, poi saliremo in quota e pochi minuti dopo atterreremo all’aeroporto di Wichita Falls con una picchiata di 45 gradi”. Quindi ha aggiunto:”Non siate nervosi. Il comandante non lo è, e pensate che è al suo primo volo!”

Oppure senti questa…

Dopo che avevamo aspettato a lungo di partire da Berlino, un hostess ha dichiarato:”Vi preghiamo di scusare il ritardo, ma prima il pilota ha dovuto prendere dimestichezza con questo tipo di aereo”

E questa…

Dopo che il nostro Airbus per Barcellona aveva raggiunto la posizione di partenza da quasi 25 minuti, il comandante ha detto:”Signore e signori il peggio è passato: abbiamo trovato la pista di decollo”.

Praticamente se non volate in aereo vi perdete un grande potenziale di avventure divertenti, da raccontare agli amici e ai nipoti per il resto della vostra vita, almeno a giudicare da “Odissee ad alta quota” di Stephan Orth e Antje Blinda, che contiene decine e decine di aneddoti paradossali, relativi a situazioni che hanno fatto correre dei discreti brividi lungo la schiena ai passeggeri, spesso solo per l’umorismo pungente del personale di bordo… e poi gli autori hanno aggiunto anche una parte seria, per farvela passare davvero la paura… benvenuti a bordo 🙂

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Sono passati 4 anni da quando l’invasione dei ritornanti a Londra è stata scongiurata, e il male che vive nelle viscere della città, chiede un altro tributo di sangue. Una nuova guerra sta per scatenarsi, tra i due casati più potenti della Città dei Comignoli, preannunciata da strane nebbie che aggrediscono le persone e ne azzerano la volontà. L’orfana Emily, ormai diciottenne, si trova coinvolta in questo mistero, dopo che anche sua madre, da sempre ricoverata nel manicomio di Moorgate, cade vittima di un assassino manovrato dalle nebbie oscure. Per Emily, la sua amica Aurora e il suo maestro Wittgenstein, bisognerà ancora districarsi tra divinità di tutto il mondo, traditori spietati, e creature malvagie di ogni tipo. Ognuno dovrà fare i conti col proprio doloroso passato, e con nuove brucianti delusioni. E ancora una volta, si renderà necessaria, una spedizione nelle viscere dell’inferno…

“Emily Laing e le nebbie oscure”, è il titolo della terza, stupefacente avventura, nata dall’inesauribile fantasia di Cristoph Marzi.

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“Non datemi l’amore, non il denaro, non il lavoro, non la famiglia, non la giustizia, quello che voglio è la verità!”. Il protagonista del film “Into the Wild”, dice queste parole, mentre procede nel suo viaggio lontano da tutti e da tutto. E come tutto il viaggio di Christopher, nel film, la ricerca della verità richiede coraggio, apertura mentale, e una sete implacabile della stessa. Per Bruce Goldberg, ha significato addentrarsi alla ricerca di un’altra dimensione, oltre alle 3 dimensioni dello spazio ed al tempo. Oltre l’universo che conosciamo ci sono altri universi paralleli, in cui si può camminare o volare, parlare con il pensiero, andare in avanti o indietro nel tempo, teletrasportarsi e viaggiare verso altre stelle e galassie. Per ogni tipo di esperienza, Bruce Goldberg, autore di “La quinta dimensione”, dà una spiegazione molto pratica e illustra un esercizio di autoipnosi, per provare a riprodurlo.

Sei abbastanza assetato di Verità, per intraprendere questo viaggio?

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Proprio così: sul lavoro, davanti al pc, in viaggio, durante gli eventi sportivi, non sempre c’è il tempo e lo spazio per procedere ad un massaggio completo. Ciò non vuol dire che, attraverso un massaggio veloce, da praticare seduti, o rimanendo vestiti, si possa, in pochi minuti, rilassare il corpo e la mente, per affrontare al meglio gli impegni.

Come fare? Joel Savatofski, con “il Massaggio in pochi minuti”, spiega, con largo uso di illustrazioni, una completa serie di manovre facilmente realizzabili, in due o da soli.

Come dice l’autore: “il massaggio non è una panacea, ma fa così bene che sarebbe un vero peccato privarsene!”

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E’ iniziata l’estate, per molti di noi sarà necessario aspettare ancora agosto, per altri è già tempo di scappare via, lontano o vicino, per più settimane o per pochi giorni.

Quello che tutte le vacanze hanno in comune, è la fuga dalla consuetudine: si lascia non solo il luogo in cui si vive; si lasciano a casa orari, incombenze, abitudini.

Per godersi appieno questo stato di grazia, non c’è niente di meglio che risolvere in anticipo, tramite qualche piccolo accorgimento, quelle che possono essere eventuali difficoltà: Fabiola Marchet, attraverso l’agile volume “Le 10 Regole del Viaggio Ideale”, ha messo insieme tutti i consigli indispensabili per vivere al meglio qualsiasi viaggio:

–          Come organizzare un viaggio

–          Viaggiare in auto e con i mezzi pubblici

–          Il viaggio ecologico: a piedi, in bici, con car sharing, etc.

–          Viaggiare con i bambini e in gravidanza

–          Viaggiare all’estero

–          Viaggiare con i nostri amici animali

–          La sicurezza prima di tutto

–          In viaggio con disabili

–          Le medicine in viaggio

–          Last but not least: il Bon Ton del Viaggiatore

Tu dove vai in vacanza?

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Una città ancora più estesa, e ancora più antica, comunemente chiamata, da chi ne conosce l’esistenza, l’Antica Metropoli.

Foreste, paludi, palazzi e mercati, frequentati da personaggi di ogni provenienza, e infestati da pericoli di ogni genere.

Emily Laing l’ha scoperta 4 anni fa, quando aveva solo 12 anni, viveva nel terribile orfanotrofio di Rotherhithe, e non sapeva quale fosse il proprio posto nel mondo.

In “Emily Laing e la Maschera di Lilith“, è una ragazza di 16 anni, un po’ ribelle, ed è di nuovo chiamata ad affrontare un nuovo, mortale, pericolo, per Londra ed il mondo intero.

E forse non basterà scendere solo nelle sconfinate profondità dell’Antica Metropoli, ma bisognerà varcare le porte dell’inferno stesso.

Se siete pronti a misurarvi con tutte le leggende europee, egizie, mesopotamiche, indiane, armatevi di una buona mappa di Londra, e seguite Emily Laing nei suoi spostamenti tra i tanti angoli misteriosi di una città senza tempo. Poi, se ci riuscite, resistete alla tentazione di prendere il primo aereo, e volare nella “Città dei Comignoli”…

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“Immaginate di aver trascorso un bellissimo pomeriggio al mare con un amico. Quando tornate a casa, scoprite che un camion ha appena scaricato una montagna di letame davanti alla vostra porta. Vi sono tre cose da sapere in merito a questo carico di letame:

1)      Voi non l’avete ordinato. Non è colpa vostra.

2)      Dovete tenervelo. Nessuno ha visto chi l’ha scaricato, quindi non potete chiamare nessuno che lo porti via

3)      E’ lurido e offensivo, e il suo olezzo invade tutta la vostra casa. E’ quasi insopportabile.

In questa metafora, il camion carico di letame di fronte alla casa equivale alle esperienze traumatiche che si sono riversate su di noi durante la vita. Come per il carico di letame, vi sono tre cose da sapere in merito alle tragedie che ci capitano:

1)      Non le abbiamo ordinate. E ci diciamo:”Perché proprio io?”

2)      Dobbiamo tenercele. Nessuno, nemmeno i nostri migliori amici, possono portarle via (anche se magari ci provano).

3)      Sono orrende, distruggono la nostra felicità e il dolore che provocano invade tutta la nostra esistenza. Sono quasi insopportabili.

Di fronte a un carico di letame, si può reagire in due modi. Il primo consiste nel portarci appresso il letame. Ne mettiamo un po’ in tasca, un po’ lo infiliamo nella camicia e persino nei pantaloni. Quando ci portiamo appresso il letame, scopriamo di perdere un sacco di amici! Anche gli amici migliori diradano le loro visite.

<<Portarsi appresso il letame>> è una metafora che allude allo stato depressivo, alla negatività o alla rabbia. E’ naturale e comprensibile reagire alle avversità. Ma perdiamo molti amici perché è altrettanto naturale e comprensibile che non vogliano stare con noi, quando siamo così depressi. Inoltre, la montagna di letame non si riduce, mentre l’odore diventa più intenso via via che macera.

Per fortuna, c’è una seconda via. Quando ci ritroviamo con una montagna di letame, facciamo un bel respiro, dopodiché ci mettiamo al lavoro. Tiriamo fuori la carriola, il forcone e la vanga. Con il forcone trasferiamo il letame nella carriola, andiamo sul retro della casa e lo scarichiamo in giardino. Un lavoro faticoso e difficile, ma sappiamo di non avere alternative. A volte, riusciamo a riempire solo mezza carriola al giorno. Però facciamo qualcosa per risolvere il problema, invece di lamentarci e cadere in depressione. Giorno dopo giorno, spaliamo il letame. Giorno dopo giorno, la montagna si riduce. A volte ci vogliono anni, ma arriva il mattino in cui vediamo che il letame davanti a casa non c’è più. Inoltre, in un’altra parte della casa è avvenuto un miracolo. Il nostro giardino è un’esplosione di fiori variopinti. Il loro profumo arriva fino alla strada, tanto che i vicini e i passanti sorridono compiaciuti. Poi l’albero da frutto nell’angolo si è quasi ripiegato su se stesso da quanto è carico di frutti. E i frutti sono così dolci; non se ne trovano di altrettanto buoni. Ce ne sono così tanti che possiamo condividerli con i vicini. Persino i passanti possono assaggiare i frutti miracolosi.”

Questo è solo un assaggio delle numerose storie, spesso davvero divertenti, che Ajahn Brahm utilizza, in “Apri il tuo cuore alla felicità”, per spiegare tante piccole verità sulla “Causa della felicità”, uno dei quattro pilastri dell’insegnamento buddista. Sempre col sorriso sulle labbra. Non diventerete necessariamente buddisti (non è lo scopo del libro), ma imparerete a sorridere di più, e a complicarvi la vita di meno.

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